Giovedì, 23 Luglio 2020 09:13

Il rigore morale di padre Pio

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meditazione del mese di luglio

E’ noto che, di fronte ad alcuni peccatori, Padre Pio era molto severo. Gherardo Leone, un figlio spirituale, ci guida a leggere in chiave giusta

“la durezza del suo rimprovero”, che veniva dall’amore.

Egli scrive.

“Non era tutta dolcezza Padre Pio. Non passava giorno in cui non facesse sentire la sua severità per qualcosa o qualcuno. In confessione e fuori di confessione.

Di fronte a certi peccati, agiva d’istinto cacciando via il peccatore. Indignato per la trasgressione. Come un arcangelo sulla soglia dell’Eden, montava la guardia alla legge del suo Signore, combattendo impietosamente le prevaricazioni.

Ma anche quello era amore. Desiderio che si conoscesse tutta la bellezza dell’anima purificata. La felicità primordiale di poter guardare al mondo, alla vita, con gli occhi sereni di bimbo.

Era quello che provavamo quando uscivamo dalla confessione con Padre Pio assolti. Ci sentivamo forti, in armonia con tutto e con tutti.

Come se non esistesse più nulla delle tante cose che potevano turbarci: i colpi e contraccolpi, i contrasti, le piccole e grandi serie di ogni giorno.

Eravamo in pace con Dio. Tutto il resto non contava più, non c’era più.

Ci sentivamo capaci, in quei momenti, di qualunque eroismo, di qualunque generosità. Ed era stupefacente che tutto questo ce lo avesse dato un uomo che aveva alzato la mano su di noi per perdonarci nel nome del Signore.

Che sentivamo vero, presente, incombente paternamente su di noi.

Era presente anche quando quella stessa mano si alzava ad ammonirci, a percuoterci, con l’autorità di chi ha un mandato sicuro. Ma paterno anche allora, perché la durezza del rimprovero veniva dall’amore.

Non esitava Padre Pio a strapazzare qualcuno anche fuori della confessione, per il suo comportamento, lasciando attoniti e annichiliti i presenti.

Erano lezioni che giovavano tanto a chi le riceveva che a quelli che vi assistevano.

Posso ben dirlo, perché anch’io ne ho avuto parecchie, proprio in pubblico.

Sono servite a farmi abbassare la cresta: il mio istinto di ribellione, la mia disinvoltura nei rapporti con gli altri, la mia noncuranza del cosiddetto bon ton, e certo eloquio troppo personale, ereditato dai tanti anni vissuti nella giungla, che non teneva conto di situazioni, fatti, rapporti umani da non sottovalutare.

Insomma, per riassumere, Padre Pio mi ha parecchio civilizzato anche socialmente.

Ma anche soffrendo per certe intemerate che mi lasciavano distrutto, lo sentivo come un padre, che mi percuoteva per correggermi, per il mio bene”.

Ultima modifica il Giovedì, 23 Luglio 2020 09:16
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