Domenica, 28 Giugno 2020 19:11

Presenza continua di Gesù

Scritto da

meditazione per il mese di giugno

Nel 1913 Padre Pio scrive a Padre Benedetto.

Mi è apparso nostro Signore, il quale così mi ha parlato:

 

“Figliuol mio, non lasciare di scrivere quello che odi oggi dalla mia bocca, perché tu non l’abbia a dimenticare.

Io sono fedele, nessuna creatura si perderà senza saperlo.

Molto è diversa la luce dalle tenebre.

L’anima a cui io soglio parlare l’attiro sempre a me; invece le arti del demonio tendono ad allontanarla da me.

Io non ispiro mai all’anima timori che l’allontanano da me; il demonio non mette mai nell’anima paure che la muovano a ravvicinarsi a me.

I timori che l’anima sente in certi momenti della vita sull’eterna sua salute, se hanno me per autore si riconoscono dalla pace e serenità,

che lasciano nell’anima …”

 

Questa visione e locuzione di nostro Signore hanno immerso l’anima mia in tale pace e contentezza, che tutte

le dolcezze del mondo paiono insipide al paragone di una stilla sola di questa beatitudine.

Resto molto confortato e lieto di sì buona compagnia.

E chi potrebbe dire di quanto aiuto mi è l’avere di continuo Gesù a lato.

Questa compagnia mi fa guardare con maggior studio di far cosa che a Dio dispiace.

Mi sembra che Gesù mi stia costantemente a guardare.

Se mi avviene che qualvolta perdo la presenza di Dio, sento tosto che nostro Signore mi richiama al dovere.

La voce con cui mi richiama non so esprimerla, so però che è assai penetrante e l’anima che la sente non può quasi rifiutarsi.

Non mi domandate, padre mio, come sia certo essere nostro Signore quegli che in tale visione mi si mostra, mentre non vedo nulla né con gli occhi del corpo, né con quelli dello spirito, perché non lo so, né posso dir di più di ciò che ho detto.  

Solo so dire questo che quegli che mi sta dal lato destro è nostro Signore e non un altro; e anche prima che Egli me lo dicesse, mi si era fermamente impresso nella mente che Egli era.

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