Domenica, 24 Marzo 2019 21:22

La virtù della pazienza

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Meditazione del mese di marzo

 Per superare i contrasti che la natura umana suscita nel nostro intimo,

si richiede un grande esercizio di pazienza.

 

Padre Pio scrive:

“Procurate, senza soverchia ansietà, di eseguire ciò che dovete e volete, con perfezione, ma allorchè sarà fatto, non vi pensate più.

Camminate con semplicità nelle vie del Signore e non tormentate il vostro spirito.

Bisogna che odiate i vostri difetti, ma con odio tranquillo e non già fastidioso e inquieto; bisogna avere con essi pazienza e ritrarne vantaggio mediante un santo abbassamento.

Se vi agitate, le vostre imperfezioni, invece di scemare, crescono sempre più, non essendovi cosa che tanto nutrisca i nostri difetti quanto l’inquietudine.

Dice il divin Maestro che nella nostra pazienza possederemo l’anima nostra.

E la pazienza è maggiormente perfetta quando è meno mescolata di sollecitudini e disturbi.

Se il buon Dio vuole prolungare l’ora della prova, non vogliate lamentarvi e investigare il perché.

Vi scongiuro nel dolcissimo Signore di badare poco alla strada, in cui il Signore vi pone per il conseguimento della terra promessa, cioè il paradiso,

ma piuttosto vi esorto, per la mansuetudine di Gesù, ad avere gli occhi sempre fissi su Colui che vi guida e sulla patria celeste, alla quale Egli vuole condurvi.

Di che dovete affannarvi, se Gesù vuole farvi pervenire alla patria per i deserti o per i campi, quando, e per gli uni e per gli altri, si perverrà lo stesso alla beata eternità?

Allontanate da voi ogni soverchia preoccupazione che nasce dalle prove con le quali il buon Dio vuole visitarvi, ricordatevi che i cuori forti e generosi non si dolgono che per grandi motivi e ancora tali motivi essi non li lasciano troppo penetrare nel loro intimo.

Tieni per fermo che chi ci assicura maggiormente della nostra perfezione è la virtù della pazienza.

Ravviviamo sempre la nostra fede ed esclamiamo anche noi con umile pazienza:

Signore, mettimi vicino a te

in modo che io senta la tua presenza,

come tu sei vicino a me per essenza;

e poi si scateni pure contro di me l’inferno tutto, che io non temo,

che io non pavento.”

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