Don Francesco Sirufo nominato arcivescovo di Acerenza.Sarà ordinato il 20 agosto. Il primo messaggio alla diocesi
Scritto da RedazioneAmministratore diocesano della Diocesi di Tursi-Lagonegro e Parroco di Viggianello, già vicario episcopale per la formazione permanente del Clero e vicario giudiziale della Diocesi di Tursi-Lagonegro, è direttore dell'Istituto Teologico del Seminario Maggiore di Basilicata e docente di Diritto Canonico. Il messaggio inviato alla diocesi
La comunità parrocchiale di Oppido Lucano saluta con gioia la notizia della nomina dell’arcivescovo di Acerenza e, in attesa di poterLo accogliere quale padre e pastore, continua ad accompagnarLo con la preghiera.
Questo il testo del primo messaggio inviato alla comunità diocesana
GLORIA AL PADRE, AL FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO!
Carissimi fratelli e sorelle, amati figli, venerati padri, “grazia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell’amore” (2Gv 1,3). Con queste parole della Scrittura saluto tutti i fedeli dell’antica, bella e celebre città e arcidiocesi di Acerenza, sia i sacri ministri che i cristiani laici. Saluto inoltre le spettabili autorità civili, di ordine pubblico e di sicurezza sociale, unitamente ai responsabili di istituzioni educative, culturali e sociali, che servono il bene comune dell’intera popolazione diocesana.
Nel Giubileo straordinario della Misericordia, Sua Santità Papa Francesco si è degnato di scegliere la mia umile persona come vostro fratello, padre e amico nella missione episcopale presso di voi. Immaginate la mia trepidazione, ma confido totalmente nella bontà dell’eterno Padre, nella potenza di Cristo Risorto e nella luce del Santo Spirito: adoro l’unico Dio Amore nella ineffabile Trinità delle Persone.
A dodici anni il Signore mi chiamò fra i monti del Pollino potentino: ero un semplice ragazzo, non sapevo quasi niente del mondo, sapevo però già abbastanza della mia debolezza e fragilità. Mi fidai, e mi affidai a quella Voce che mi attraeva con forza e con dolcezza e iniziai il cammino, che ora mi porta a voi per continuare insieme. Ringrazio e prego per tutti voi, fratelli stimati, e penso ai Pastori che hanno guidato l’Arcidiocesi con amorosa dedizione, fra di essi mons. Francesco Cuccarese, mons. Michele Scandiffio, mons. Giovanni Ricchiuti. Ringrazio e saluto con affettuosa cordialità il Rev.mo don Filippo Nicolò che regge con competenza, premura e pazienza l’amministrazione diocesana, nella lunga attesa piena di preghiera, insieme al Collegio dei Consultori, con la collaborazione della Curia e degli Uffici diocesani. Ringrazio e saluto i parroci e gli altri presbiteri per il loro prezioso servizio sacerdotale al Popolo di Dio, i diaconi, i religiosi e le religiose che ci arricchiscono con il loro carisma, i giovani chiamati al matrimonio o al sacerdozio o alla vita consacrata, i bambini e i ragazzi, a cui chiedo preghiere speciali per me e per la comunità diocesana: sono piccoli e il Signore li ascolta di più. Penso nella preghiera a tutte le cittadine e ai paesi della già tanto amata Arcidiocesi e saluto le care famiglie, i papà e le mamme, i giovani figli, i sofferenti e gli anziani, i lavoratori e i professionisti, e coloro che non trovano lavoro. Saluto con tutto il cuore coloro che pensano di essere lontani da Dio e dalla Chiesa: possono essere certi che le nostre porte sono sempre aperte per il dialogo fraterno e la ricerca della verità.
Prepariamoci all’incontro con la preghiera fervente, con l’ascolto obbediente della Parola di Dio, con la partecipazione assidua alla S. Messa domenicale e alla comunione eucaristica, con la docilità ai sacerdoti che ci guidano con fedeltà e generosità, con un presbiterio ricco di comunione, con opere di conversione e solidarietà verso i poveri e i bisognosi. Se possibile, ogni parrocchia dell’Arcidiocesi, oltre agli impegni dell’Anno Santo, si prepari anche con la meditazione della II lettera ai Corinzi di S. Paolo apostolo e di brani adatti della costituzione Lumen gentium e del decreto Christus Dominus del concilio Vaticano II. Nelle feste mariane e patronali della prossima estate sia frequente l’invocazione alla Vergine Maria e ai Santi venerati in tutto il territorio diocesano, per la Chiesa, per il Papa, per tutti i sacerdoti e per me, per la giustizia e la pace nel mondo e nella nostra vita.
Esprimo accorata ammirazione per gli Ecc.mi Vescovi della Basilicata, ordinari, originari ed emeriti. Rivolgo un ricordo grato e orante alla sempre amata diocesi di Tursi-Lagonegro e al mio caro Vescovo S.E.R. Mons. Vincenzo Orofino, esempio di gioia ed entusiasmo apostolico. Un saluto speciale per la mia comunità di origine: Castelluccio Inferiore. Non dimentico nella preghiera anche le altre comunità che mi hanno sostenuto nell’itinerario vocazionale, Castelluccio Superiore e Agromonte di Latronico, e le amatissime comunità dove ho svolto il ministero: Senise, Lauria e Viggianello. Un saluto commosso a tutti i miei fratelli sacerdoti e fedeli laici condiocesani, che sempre mi hanno accompagnato con amicizia, comprensione ed esempio di fede. Mando un bacio a mia madre, un’ invocazione a mio papà in Paradiso e un abbraccio ai miei familiari che mi stanno sempre vicino con discrezione e infinito affetto.
Il ministero episcopale è gioioso, ma anche gravoso, non dobbiamo però temere nulla, perché abbiamo tutti e per tutti la regola sicura della S. Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa, i doni e i frutti dello Spirito, le sacre leggi della disciplina ecclesiale, la carità fraterna e il perdono reciproco, la ragione illuminata dalla fede. ”Per questo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore, mediante il suo Spirito, e che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori, radicati e fondati nell’amore” (Ef 3,14-17). Maria Vergine, Madre della Chiesa e Madre di misericordia, il glorioso patrono S. Canio, il beato Egidio e tutti i Santi dell’Arcidiocesi, alla cui intercessione affidiamo questa nuova esperienza, ci confortino con il loro sguardo fraterno dal Cielo. A presto!
Viggianello, 20 maggio 2016 don Francesco Sirufo
Amministratore diocesano di Tursi-Lagonegro